Il kishōtenketsu (起承転結) è una struttura narrativa tradizionale di origine dell’Asia orientale, ampiamente utilizzata nella letteratura cinese, giapponese e coreana, nonché in forme moderne di narrazione come il manga, il cinema e i videogiochi. Il termine è composto da quattro elementi che rappresentano le fasi fondamentali dello sviluppo narrativo.
Nel manga, viene utilizzato sia a livello di capitolo sia a livello di arco narrativo, creando tensione narrativa senza necessità di conflitto diretto.
Etimologia e struttura
Il kishōtenketsu è articolato in quattro parti:
- Ki (起) – Introduzione: presentazione dei personaggi, dell’ambientazione e della situazione iniziale.
- Shō (承) – Sviluppo: approfondimento della situazione introdotta, con espansione degli eventi e dei temi.
- Ten (転) – Svolta: cambiamento significativo o elemento inatteso che modifica la prospettiva della storia.
- Ketsu (結) – Conclusione: sintesi e risoluzione, che collega la svolta agli elementi iniziali.
A differenza delle strutture narrative occidentali, il kishōtenketsu non si basa necessariamente sul conflitto centrale, ma sulla relazione logica e tematica tra le parti.
Origini storiche
Il kishōtenketsu deriva dalla poesia classica cinese, in particolare dalla struttura dei componimenti in quattro versi, e si è diffuso successivamente in Giappone e Corea. In Giappone è stato applicato a diverse forme espressive, tra cui la prosa, il teatro e le arti visive.
Uso nella narrazione giapponese
Nella cultura giapponese, il kishōtenketsu è spesso associato a una narrazione più contemplativa e descrittiva, in cui la tensione narrativa nasce dal contrasto o dalla rivelazione piuttosto che dallo scontro diretto. Questo approccio privilegia l’osservazione, l’atmosfera e la coerenza interna della storia.
Impiego nel manga
Nel manga, il kishōtenketsu viene utilizzato sia a livello di singoli capitoli sia nell’arco narrativo complessivo di un’opera. La struttura può riflettersi:
- Nella suddivisione delle scene.
- Nel ritmo delle vignette e del komawari.
- Nell’uso di elementi di sorpresa o deviazione narrativa nella fase del ten.
Questa struttura è particolarmente adatta a storie brevi, gag manga e racconti autoconclusivi, ma può essere applicata anche a narrazioni più lunghe.
Confronto con modelli narrativi occidentali
A differenza del modello in tre atti o del “viaggio dell’eroe”, il kishōtenketsu non richiede un antagonista o un climax conflittuale. La tensione narrativa deriva invece dalla giustapposizione e dal cambiamento di prospettiva, rendendo il modello flessibile e adattabile a diversi generi.
Importanza contemporanea
Il kishōtenketsu continua a essere studiato e utilizzato in ambiti contemporanei come il design narrativo, la pubblicità e l’educazione, oltre che nella produzione di manga e anime, come esempio di struttura narrativa alternativa ai modelli occidentali.
